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Ematologia

Il DLBCL:

La neoplasia linfoide piu comune negli adulti1

Epidemiologia

Il LBCL, che comprende principalmente il DLBCL, rappresenta circa un terzo di tutti i linfomi negli adulti.2 Inoltre, costituisce il tipo più comune di linfoma non-Hodgkin nel mondo occidentale.3 L’80% di tutti i linfomi aggressivi è riconducibile al DLBCL.4

~1/3

di tutti i casi linfoma in età adulta2

80%

dei linfomi aggressivi4

In Europa, il tasso di incidenza dell’LBCL è di circa 28.000 nuovi casi all’anno. La patologia colpisce più frequentemente i maschi rispetto alle femmine e l’incidenza aumenta con l’età.2 L’età media alla diagnosi è pari a 66 anni.4

28.000 nuovi casi/anno2

uomini > donne2

  età2

Patogenesi

Il DLBCL comprende un gruppo eterogeneo di entità biologicamente distinte, caratterizzate dalla proliferazione clonale di cellule B maligne di origine germinale o post-germinale.5

Il tipo più comune di DLBCL è il DLBCL-NOS.4

La patogenesi del DLBCL coinvolge mutazioni somatiche che includono aberrazioni cromosomiche, traslocazioni e variazioni del numero di copie in specifiche regioni cromosomiche.1

La causa del DLBCL è sconosciuta; l’eziologia è complessa e multifattoriale. I fattori di rischio includono predisposizioni genetiche, caratteristiche cliniche, disregolazione immunologica ed esposizioni virali, ambientali o occupazionali.4

Fattori di rischio per lo sviluppo del DLBCL4

Storia familiare

Loci di suscettibilità genetica (TNF/LTA; 6p25.3; 6p21.33; 2p23.3; 8q24–23)

Virus

EBV, HHV-8, HIV, HBV e HCV

Altre cause

1. Malattie autoimmuni con attivazione delle cellule B
(artrite reumatoide, LES, celiachia, sindrome di Sjögren)

2. Trapianto di organi solidi

Fattori di rischio aumentato

3. Immunodeficienza

4. Età > 60 anni

5. Trapianto di organi solidi

6. Aumento dell’IMC (BMI) nei giovani adulti

7. Esposizioni occupazionali

8. Radiazioni ionizzanti

9. Pesticidi utilizzati in agricoltura

Fattori associati a rischio ridotto

10. Allergie

11. Trasfusioni di sangue

12. Consumo di alcol

13. Consumo di verdure

14. Esposizione solare

Storia familiare

Virus

Altre cause

Fattori di rischio aumentato

Fattori associati a rischio ridotto

Loci di suscettibilità genetica (TNF/LTA; 6p25.3; 6p21.33; 2p23.3; 8q24–23)

EBV, HHV-8, HIV, HBV e HCV

1. Malattie autoimmuni con attivazione delle cellule B
(artrite reumatoide, LES, celiachia, sindrome di Sjögren)

2. Trapianto di organi solidi

3. Immunodeficienza

4. Età > 60 anni

5. Trapianto di organi solidi

6. Aumento dell’IMC (BMI) nei giovani adulti

7. Esposizioni occupazionali

8. Radiazioni ionizzanti

9. Pesticidi utilizzati in agricoltura

10. Allergie

11. Trasfusioni di sangue

12. Consumo di alcol

13. Consumo di verdure

14. Esposizione solare

Storia familiare

Virus

Altre cause

Fattori di rischio aumentato

Fattori associati a rischio ridotto

Loci di suscettibilità genetica (TNF/LTA; 6p25.3; 6p21.33; 2p23.3; 8q24–23)

EBV, HHV-8, HIV, HBV e HCV

1. Malattie autoimmuni con attivazione delle cellule B
(artrite reumatoide, LES, celiachia, sindrome di Sjögren)

2. Trapianto di organi solidi

3. Immunodeficienza

4. Età > 60 anni

5. Trapianto di organi solidi

6. Aumento dell’IMC (BMI) nei giovani adulti

7. Esposizioni occupazionali

8. Radiazioni ionizzanti

9. Pesticidi utilizzati in agricoltura

10. Allergie

11. Trasfusioni di sangue

12. Consumo di alcol

13. Consumo di verdure

14. Esposizione solare

Storia familiare

Virus

Altre cause

Fattori di rischio aumentato

Fattori associati a rischio ridotto

Loci di suscettibilità genetica (TNF/LTA; 6p25.3; 6p21.33; 2p23.3; 8q24–23)

EBV, HHV-8, HIV, HBV e HCV

1. Malattie autoimmuni con attivazione delle cellule B
(artrite reumatoide, LES, celiachia, sindrome di Sjögren)

2. Trapianto di organi solidi

3. Immunodeficienza

4. Età > 60 anni

5. Trapianto di organi solidi

6. Aumento dell’IMC (BMI) nei giovani adulti

7. Esposizioni occupazionali

8. Radiazioni ionizzanti

9. Pesticidi utilizzati in agricoltura

10. Allergie

11. Trasfusioni di sangue

12. Consumo di alcol

13. Consumo di verdure

14. Esposizione solare

Tabella 2, Ref. 4

Diagnosi

Dopo la valutazione clinica e gli esami di imaging radiologico, la diagnosi di DLBCL viene confermata mediante biopsia escissionale di un linfonodo sospetto e patologicamente aumentato di volume.4

La diagnosi di DLBCL dovrebbe essere effettuata in un laboratorio di ematopatologia di riferimento, con esperienza nell’interpretazione morfologica e con la capacità di eseguire l’intero spettro di studi fenotipici e molecolari.4

Caratteristiche diagnostiche del DLBCL6

Entità nosologica Immunofenotipo Stato cellulare
di origine Genes altered, cytogenetic features

Grandi cellule centroblastiche, immunoblastiche o (meno comunemente) anaplastiche

  • CD19+, CD20+, PAX5+, CD79a+, CD5±
  • Espressione variabile di BCL2, BCL6, CD10, MUM1 and MYC
  • Ciclina D1±
  • Positività per EBV limitata a specifiche entità di DLBCL

GBC o ABC

  • Riarrangiamenti di BCL6, BCL2 o MYC e varie alterazioni cromosomiche
  • Mutazioni in EZH2, CREBBP, KMT2D, TNFRSF14, BCL2, MEF2B, PTEN, TET2, SGK1, SOCS1, NOTCH1, NOTCH2, MYD88, CD79B, TP53
  • Sottogruppi molecolari definiti da anomalie genetiche e associati ai sottotipi in base alla COO

Grandi cellule centroblastiche, immunoblastiche o (meno comunemente) anaplastiche

  • CD19+, CD20+, PAX5+, CD79a+, CD5±
  • Espressione variabile di BCL2, BCL6, CD10, MUM1 and MYC
  • Ciclina D1±
  • Positività per EBV limitata a specifiche entità di DLBCL

GBC o ABC

  • Riarrangiamenti di BCL6, BCL2 o MYC e varie alterazioni cromosomiche
  • Mutazioni in EZH2, CREBBP, KMT2D, TNFRSF14, BCL2, MEF2B, PTEN, TET2, SGK1, SOCS1, NOTCH1, NOTCH2, MYD88, CD79B, TP53
  • Sottogruppi molecolari definiti da anomalie genetiche e associati ai sottotipi in base alla COO

Grandi cellule centroblastiche, immunoblastiche o (meno comunemente) anaplastiche

  • CD19+, CD20+, PAX5+, CD79a+, CD5±
  • Espressione variabile di BCL2, BCL6, CD10, MUM1 and MYC
  • Ciclina D1±
  • Positività per EBV limitata a specifiche entità di DLBCL

GBC o ABC

  • Riarrangiamenti di BCL6, BCL2 o MYC e varie alterazioni cromosomiche
  • Mutazioni in EZH2, CREBBP, KMT2D, TNFRSF14, BCL2, MEF2B, PTEN, TET2, SGK1, SOCS1, NOTCH1, NOTCH2, MYD88, CD79B, TP53
  • Sottogruppi molecolari definiti da anomalie genetiche e associati ai sottotipi in base alla COO
Entità nosologica

Grandi cellule centroblastiche, immunoblastiche o (meno comunemente) anaplastiche

Immunofenotipo
  • CD19+, CD20+, PAX5+, CD79a+, CD5±
  • Espressione variabile di BCL2, BCL6, CD10, MUM1 and MYC
  • Ciclina D1±
  • Positività per EBV limitata a specifiche entità di DLBCL
Stato cellulare
di origine

GBC o ABC

Genes altered, cytogenetic features
  • Riarrangiamenti di BCL6, BCL2 o MYC e varie alterazioni cromosomiche
  • Mutazioni in EZH2, CREBBP, KMT2D, TNFRSF14, BCL2, MEF2B, PTEN, TET2, SGK1, SOCS1, NOTCH1, NOTCH2, MYD88, CD79B, TP53
  • Sottogruppi molecolari definiti da anomalie genetiche e associati ai sottotipi in base alla COO

Tab. S1, Ref. 6

Nuovi sottotipi sono stati identificati mediante approcci di sequenziamento di nuova generazione.2 Questi orientano la prognosi e le strategie terapeutiche mostrando una maggiore accuratezza.7

Neoplasie a cellule B mature: COO e principali alterazioni genetiche8

Rappresentazione schematica del processo di maturazione delle cellule B attraverso il centro germinativo, dalle cellule B naïve alle cellule B della memoria e alle plasmacellule, e dei linfomi a cellule B mature da esse derivati.

Nella parte inferiore della figura sono illustrati i sottotipi genetici di DLBCL recentemente proposti, con i geni che definiscono ciascun sottotipo e la loro relazione con la classificazione del DLBCL in base alla COO. I geni mutati di maggiore rilevanza sono indicati nel riquadro associato a ciascun sottotipo.

Fig. 1, Ref. 8

Stadiazione

Le casistiche storiche e gli studi clinici prospettici hanno impiegato il sistema di stadiazione di Ann Arbor per la selezione dei pazienti e la valutazione degli esiti clinici.9

La successiva disponibilità della PET e la maggiore esperienza nell’interpretazione dei suoi risultati ha portato allo sviluppo della Classificazione di Lugano per la stadiazione e la valutazione della risposta.10

Sistema di stadiazione rivisto per i linfomi primitivi nodali9

Stadio Coinvolgimento Coinvolgimento extranodale (E)

Limitato

I

Un singolo linfonodo o un gruppo di linfonodi adiacenti

Singola lesione extranodale senza coinvolgimento linfonodale

II

Due o più gruppi linfonodali dallo stesso lato del diaframma

Stadio I o II per estensione linfonodale con limitato coinvolgimento extranodale contiguo

II bulky*

Stadio II come sopra, con malattia “bulky”

Non applicabile

Avanzato

III

Linfonodi su entrambi i lati del diaframma; linfonodi sopra il diaframma con coinvolgimento splenico

Non applicabile

IV

Coinvolgimento extralinfatico aggiuntivo non contiguo

-

Limitato

I

II

II bulky*

Avanzato

III

IV

Un singolo linfonodo o un gruppo di linfonodi adiacenti

Due o più gruppi linfonodali dallo stesso lato del diaframma

Stadio II come sopra, con malattia “bulky”

Linfonodi su entrambi i lati del diaframma; linfonodi sopra il diaframma con coinvolgimento splenico

Coinvolgimento extralinfatico aggiuntivo non contiguo

Singola lesione extranodale senza coinvolgimento linfonodale

Stadio I o II per estensione linfonodale con limitato coinvolgimento extranodale contiguo

Non applicabile

Non applicabile

-

Limitato

I

II

II bulky*

Avanzato

III

IV

Un singolo linfonodo o un gruppo di linfonodi adiacenti

Due o più gruppi linfonodali dallo stesso lato del diaframma

Stadio II come sopra, con malattia “bulky”

Linfonodi su entrambi i lati del diaframma; linfonodi sopra il diaframma con coinvolgimento splenico

Coinvolgimento extralinfatico aggiuntivo non contiguo

Singola lesione extranodale senza coinvolgimento linfonodale

Stadio I o II per estensione linfonodale con limitato coinvolgimento extranodale contiguo

Non applicabile

Non applicabile

-

Stadio

Limitato

I

II

II bulky*

Avanzato

III

IV

Coinvolgimento

Un singolo linfonodo o un gruppo di linfonodi adiacenti

Due o più gruppi linfonodali dallo stesso lato del diaframma

Stadio II come sopra, con malattia “bulky”

Linfonodi su entrambi i lati del diaframma; linfonodi sopra il diaframma con coinvolgimento splenico

Coinvolgimento extralinfatico aggiuntivo non contiguo

Coinvolgimento extranodale (E)

Singola lesione extranodale senza coinvolgimento linfonodale

Stadio I o II per estensione linfonodale con limitato coinvolgimento extranodale contiguo

Non applicabile

Non applicabile

-

NOTE. L’estensione della malattia è determinata mediante tomografia a emissione di positroni–tomografia computerizzata (PET-TC) per i linfomi FDG-avidi e mediante tomografia computerizzata (TC) per le istologie non avidi. Le tonsille, l’anello di Waldeyer e la milza sono considerati tessuto linfonodale.

* Il trattamento dello stadio II bulky come malattia limitata o avanzata può essere determinato dall’istologia e da diversi fattori prognostici.

Tab. 2, Ref. 9

La PET-CT è la metodica di riferimento per la stadiazione, in quanto consente di identificare efficacemente il coinvolgimento extranodale con impatto prognostico.2

La RM rappresenta il gold standard per i casi con coinvolgimento leptomeningeo o del parenchima cerebrale.2 Nei pazienti ad alto rischio di recidiva a carico del CNS, sono raccomandate la RM al basale e l’analisi del CSF per escludere un coinvolgimento secondario occulto del CNS.2

Prognosi

I sistemi di punteggio più ampiamente utilizzati per predire gli outcome e stratificare i pazienti negli studi clinici sono l’IPI e l’aaIPI.6

L’IPI comprende cinque fattori clinici:11

  1. età del paziente
  2. livelli sierici di LDH
  3. PS secondo l’ECOG
  4. stadio secondo la classificazione di Ann Arbor
  5. numero di sedi di malattia extranodale


L’aaIPI è stato sviluppato per la valutazione del rischio nei pazienti più giovani, e si basa esclusivamente su:12

  1. stadio secondo la classificazione di Ann Arbor
  2. PS secondo l’ECOG
  3. livelli sierici di LDH

Outcome in base al gruppo di rischio definito dall’IPI e dall’aaIPI13

Gruppo di rischio N. di fattori di rischio Tasso di sopravvivenza a 5 anni (%)

Tutti i pazienti

Basso

0 o 1

73

Basso-medio

2

51

Medio-alto

3

43

Alto

4 o 5

26

Pazienti ≤60 anni

Basso

0

83

Basso-medio

1

69

Medio-alto

2

46

Alto

3

32

Tutti i pazienti

Basso

Basso-medio

Medio-alto

Alto

Pazienti ≤60 anni

Basso

Basso-medio

Medio-alto

Alto

0 o 1

2

3

4 o 5

0

1

2

3

73

51

43

26

83

69

46

32

Tutti i pazienti

Basso

Basso-medio

Medio-alto

Alto

Pazienti ≤60 anni

Basso

Basso-medio

Medio-alto

Alto

0 o 1

2

3

4 o 5

0

1

2

3

73

51

43

26

83

69

46

32

Gruppo di rischio

Tutti i pazienti

Basso

Basso-medio

Medio-alto

Alto

Pazienti ≤60 anni

Basso

Basso-medio

Medio-alto

Alto

N. di fattori di rischio

0 o 1

2

3

4 o 5

0

1

2

3

Tasso di sopravvivenza a 5 anni (%)

73

51

43

26

83

69

46

32

Tab. 4, Ref. 13

La valutazione dell’IPI è obbligatoria e il CNS-IPI è fortemente raccomandato prima dell’inizio del trattamento.2

Il CNS-IPI è costituito dal coinvolgimento dei reni e/o delle ghiandole surrenali in aggiunta ai fattori dell’IPI.14

Nuovi indici prognostici includono misure quantitative (per es. MTV, Dmax, Dmaxbulk) che offrono un potenziale aggiuntivo per una stratificazione del rischio più accurata.2

Abbreviazioni

aaIPI, Indice Prognostico Internazionale aggiustato per l’età; ABC, sottotipo a cellule B attivate (Activated B-Cell–like); BL linfoma di Burkitt; CNS, sistema nervoso centrale; COO, cellula di origine; DH, double hit; DLBCL, linfoma diffuso a grandi cellule B; EBV, Epstein Barr Virus; ECOG, Eastern Cooperative Oncology Group; FDC, cellule dendritiche follicolari; FISH, ibridazione in situ fluorescente; FL, linfoma follicolare; GBC, sottotipo a cellule B del centro germinativo (Germinal Center B-cell–like); HL, linfoma di Hodgkin; IHC, immunoistochimica; IPI, Indice Prognostico Internazionale; LBCL, linfoma a grandi cellule B; LDH, lattato deidrogenasi; LPL/WM, linfoma linfoplasmocitico / macroglobulinemia di Waldenström; M-CLL, leucemia linfatica cronica mutata; MCL, linfoma mantellare; MTV, volume tumorale metabolico; PET-CT, tomografia ad emissione di positroni / tomografia computerizzata, RM, risonanza magnetica; U-CLL, leucemia linfatica cronica non mutata

Riferimenti

  1. Shi Y et al. Advances in biology, diagnosis and treatment of DLBCL. Ann Hematol. 2024;103(9):3315-3334.
  2. Thieblemont C et al. Large B-cell lymphoma (LBCL): EHA Clinical Practice Guidelines for diagnosis, treatment, and follow-up. Hemasphere. 2025;9(9):e70207.
  3. Kurz KS et al. Large B-Cell Lymphomas in the 5th Edition of the WHO-Classification of Haematolymphoid Neoplasms-Updated Classification and New Concepts. Cancers (Basel). 2023;15(8):2285.
  4. Berhan A et al. Diffuse large B cell lymphoma (DLBCL): epidemiology, pathophysiology, risk stratification, advancement in diagnostic approaches and prospects: narrative review. Discov Oncol. 2025;16(1):184.
  5. Susanibar-Adaniya S, Barta SK. 2021 Update on Diffuse large B cell lymphoma: A review of current data and potential applications on risk stratification and management. Am J Hematol. 2021;96(5):617-629.
  6. Eyre TA et al. Lymphomas: ESMO Clinical Practice Guideline for diagnosis, treatment and follow-up. Ann Oncol. 2025;36(11):1263-1284. Supplementary material
  7. Di Napoli A et al. A practical algorithmic approach to mature aggressive B cell lymphoma diagnosis in the double/triple hit era: selecting cases, matching clinical benefit: A position paper from the Italian Group of Haematopathology (G.I.E.). Virchows Arch. 2019;475(4):513-518.
  8. Sánchez-Beato Met al. A genetic profiling guideline to support diagnosis and clinical management of lymphomas. Clin Transl Oncol. 2024;26(5):1043-1062.
  9. Cheson BD et al. Recommendations for initial evaluation, staging, and response assessment of Hodgkin and non-Hodgkin lymphoma: the Lugano classification. J Clin Oncol. 2014;32(27):3059-68.
  10. Cheson BD et al. Refinement of the Lugano Classification lymphoma response criteria in the era of immunomodulatory therapy. Blood. 2016;128(21):2489-2496. doi: 10.1182/blood-2016-05-718528.
  11. Fernandes S. Diffuse Large B-Cell Lymphoma: Presentation at an Early Age. Cureus. 2024;16(11):e74208.
  12. Veelken H et al. Immunophenotype as prognostic factor for diffuse large B-cell lymphoma in patients undergoing clinical risk-adapted therapy. Ann Oncol. 2007;18(5):931-9.
  13. International Non-Hodgkin's Lymphoma Prognostic Factors Project. A predictive model for aggressive non-Hodgkin's lymphoma. N Engl J Med. 1993;329(14):987-94.
  14. Schmitz N et al. CNS International Prognostic Index: A Risk Model for CNS Relapse in Patients With Diffuse Large B-Cell Lymphoma Treated With R-CHOP. J Clin Oncol. 2016;34(26):3150-6.

M-IT-00005185

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